INTERVISTA PER LA NUOVA VENEZIA

1- Che cosa l’ha spinta a candidarsi sindaco?
Sono stato sollecitato da più parti e da più ambienti della comunità a impegnarmi ancora per la nostra Città. Sono stato designato all’unanimità dal Partito Democratico di Portogruaro, una scelta su cui si è costruita una coalizione inclusiva, coesa e coerente. Peraltro l’impegno per il bene comune possibile è la cosa più bella che possa capitare ad una persona.
2- Con l’istituzione della Città Metropolitana quale dovrà essere il ruolo di Portogruaro?
Portogruaro dovrà riconfermare il proprio ruolo di Comune capoluogo del comprensorio ma dovrà anche sviluppare un confronto trasparente e concreto con S.Donà ed il suo comprensorio. I tempi nuovi che ci attendono, Città Metropolitana, riforma sanitaria e della scuola, rapporti con il Friuli Venezia Giulia, ripresa economica che prima o poi arriverà ed i temi quali il rischio idraulico o i servizi di area vasta (ad es. trasporti e rifiuti) impongono coesione nell’area e fra i comprensori di Portogruaro e S.Donà intorno all’idea di Veneto Orientale.
3- Come pensa di rilanciare l’economia locale e il problema del lavoro sul territorio?
Attraverso un insieme di interventi nell’ambito di un progetto d’area che coinvolga più enti locali per rendere accogliente il territorio per le imprese innovative: valorizzazione delle infrastrutture ed attivazione della banda larga; una comune politica fiscale e di sburocratizzazione; un maggior raccordo fra scuola e mondo dell’impresa per allineare le competenze dei giovani alle richieste del mercato; la valorizzazione della grande area dell’East Gate Park (ex Eni) ed infine la valorizzazione in chiave turistica del centro storico e del nostro territorio
4- E’ d’accordo con l’eventuale unione e fusione dei comuni limitrofi?
Certamente. La vedo come una soluzione al dilemma di oggi, ossia l’aumento dei bisogni accompagnato dalla riduzione delle risorse disponibili. Una strada è quella di abbandonare i campanilismi ed i localismi e di costruire nuove istituzioni e reti che rispondano ai bisogni di cittadini, in particolare i più fragili, di famiglie e di imprese, in modo efficace ed efficiente.
5- Capitolo ospedale unico. Quale sarà il futuro dell’ospedale di Portogruaro? Come evitare le fughe verso il vicino Friuli Venezia Giulia?
Esiste oggi l’ospedale di rete sui due Poli di S.Donà di Piave e di Portogruaro, che dovrà mantenere professionalità, specializzazione e tecnologie adeguate. È la nostra chiara indicazione programmatica alla Regione. Peraltro incontrando i cittadini ho colto come anche nella comunità non si consideri l’ospedale unico come una priorità e si consideri invece fondamentale il completamento della rete dei servizi territoriali sanitari per la continuità assistenziale e per la cronicità. Se poi la Regione insistesse sull’ospedale unico è razionale e logico pensare alla sua collocazione a ridosso del confine con la Regione Friuli, vicino anche al bacino turistico del Veneto Orientale, evitando le fughe verso le strutture sanitarie del Friuli stesso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...