“IL FUTURO È DEI TERRITORI CHE SANNO STARE INSIEME”

Venerdì 12 giugno dalle 21 in Piazza della Repubblica ci sarà l’iniziativa di chiusura della campagna elettorale con il candidato Sindaco Marco Terenzi e i rappresentanti della coalizione di centrosinistra.
Annunciati ufficialmente gli ospiti presenti durante la chiusura della campagna elettorale: saranno i tre Sindaci del territorio Furio Honsell, Sindaco di Udine, Giovanni Manildo, Sindaco di Treviso e Andrea Cereser, Sindaco di San Donà di Piave e Antonio Bertoncello, Sindaco di Portogruaro dell’uscente amministrazione.
“Abbiamo scelto di invitare i Sindaci per dare un chiaro messaggio alla comunità – spiega Terenzi – e un messaggio corrispondente a quello che sarà il nostro modus operandi. Perché i Sindaci? Perché il futuro di Portogruaro e del Portogruarese dipenderà dalla rete di relazioni che saremo in grado di mantenere e creare a partire proprio dalla collaborazione tra Enti Locali, fra territori, fra Enti Locali e famiglie, articolazioni sociali e cittadini.”
È la rete la forma vincente per i territori e la risposta al dilemma rappresentato dai bisogni dei cittadini che aumentano e dalle risorse a disposizione delle Istituzioni che diminuiscono.
“Dobbiamo prepararci ad affrontare l’ingresso nella Città Metropolitana in modo autorevole e con la competenza necessaria insieme al Veneto Orientale affinché Portogruaro non rimanga un territorio isolato: ciò danneggerebbe infatti i cittadini perché inciderebbe su temi importanti come la sanità o la difesa del nostro Ospedale di Portogruaro, la gestione dell’acqua e la sicurezza idraulica, il sistema scolastico e formativo, anche di livello Universitario.
È necessario invece lavorare sin da subito per porre le premesse per la governabilità di Portogruaro, e per costruire relazioni entro il nostro comprensorio, con San Donà di Piave ed il suo comprensorio, con il vicino Friuli Venezia Giulia.
Il futuro è dei territori che sanno stare insieme e sanno organizzarsi in modo coeso e sinergico, contro ogni forma di dirigismo statale o regionale che sia. Per i tempi nuovi che ci attendono occhi nuovi e capacità di innovazione, con una visione protesa al futuro.”

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CI APPARENTIAMO CON I CITTADINI: COSA SIGNIFICA E PERCHÈ ABBIAMO FATTO QUESTA SCELTA

Lo scorso 31 maggio il voto dei cittadini ci ha favorito. L’affluenza è stata però relativamente bassa, ed è un dato preoccupante che ci deve far riflettere, sebbene sia stato maggiore rispetto all’affluenza regionale e nazionale. Ma questo anche è il prezzo che la comunità ha dovuto pagare per la frammentazione. Nonostante non fosse un quadro promettente, siamo comunque contenti dell’esito. Confermo che il sottoscritto, la coalizione e la base programmatica hanno rappresentato un argine alla frammentazione e la nostra proposta è stata recepita. Il dato interessante dal punto di vista elettorale sono i 23 seggi su 27 la cui preferenza è andata a noi. Ora si prospetta davanti un’altra sfida, quella del ballottaggio.
Al ballottaggio il quadro ora è più evidente: ci sono due candidati, con due profili di candidatura diversi. Da una parte una coalizione chiara, semplice, coesa; dall’altra lo sapremo meglio domenica 7 giugno alle 14 dopo l’ufficialità gli apparentamenti.
Tutte le nostre azioni parlano di innovazione e sono fortemente necessarie per il nostro territorio; sono sfide da affrontare con competenza e coesione: la difesa e il potenziamento del nostro ospedale, il rafforzamento della rete socio-sanitaria territoriale, lo sviluppo del territorio in chiave turistica, il consolidamento del sistema scolastico e formativo che va rafforzato con un maggior collegamento al mondo della cultura, dell’impresa e del lavoro, il tema della sicurezza idraulica, la tutela ambientale e paesaggistica.
Proprio a fronte di questo noi vogliamo mantenere un rapporto diretto con i cittadini. Abbiamo iniziato la campagna elettorale incontrando i cittadini, incontrandoli nei quartieri, nelle arie frazionali, nei centri. E con i cittadini della nostra comunità vogliamo concludere, rivolgendoci a loro. Marco Terenzi Sindaco e la coalizione di centrosinistra vogliono parlare senza mediazioni con i cittadini. D’altra parte abbiamo sempre cercato di esprimere in modo diretto con chiarezza la nostra visione, la nostra capacità di lettura e la capacità di governo. Quindi la scelta è: ci apparenteremo con i cittadini, ci apparenteremo con la comunità.
Crediamo che la logica della chiarezza, della coerenza e della coesione sia un indice di concretezza propedeutica ed indispensabile alla governabilità. Non basta infatti vincere le elezioni: bisogna porre le premesse per poter governare bene questa città, perché i temi che abbiamo davanti sono temi urgenti e necessitano capacità di lettura, competenza, coesione e una coalizione che sta insieme per necessità e non opportunismo politico.
Stiamo proseguendo con la nostra presenza e con gli incontri nel territorio. Concluderemo la campagna elettorale il prossimo venerdì 12 giugno con alcuni Sindaci, questo perché vogliamo promuovere una rete tra i territori per i temi urgenti e importanti che Portogruaro ha di fronte: Città Metropolitana, sanità e difesa idrogeologica.
Ecco alcuni articoli apparsi nella stampa locale in questi giorni sulle nostre scelte.

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IL VERO RINNOVAMENTO È GUARDARE AL FUTURO NON AL PASSATO

“IL VERO RINNOVAMENTO È GUARDARE AL FUTURO E NON AL PASSATO, CON OCCHI NUOVI. SE SARO’ ELETTO CI SARÁ UN CONNUBIO TRA INNOVAZIONE E CONTINUITÁ”
“Continuità e innovazione: queste le premesse alla base del nostro programma e questo vogliamo continuare a ribadire.” Queste le dichiarazioni di Marco Terenzi dopo l’esito delle votazioni, che con quasi il 36% dei consensi lo porta al ballottaggio con Maria Teresa Senatore il prossimo 14 giugno per il governo della Città di Portogruaro.
“Certamente la mia amministrazione sarà di continuità, nel senso del buon governo, del rigore, della serietà e della competenza e nella capacità di affrontare i temi e i problemi che attraversano quotidianamente la vita delle famiglie. La continuità sarà in questo.
Sarà invece di profonda innovazione rispetto ai temi che i tempi nuovi ci proporranno (Città Metropolitana, il rapporto con il FVG; un sistema scolastico e formativo collegato alla cultura ed al lavoro, la riforma della sanità, la ripresa economica nel segno dell’innovazione, l’ambiente come valore aggiunto di un territorio) e rispetto allo stile di governo, improntato sulla partecipazione e sulla corresponsabilità nelle scelte e nelle realizzazioni, valorizzando la comunità.
Del resto i tempi nuovi che ci attendono richiedono la creazione di reti. Rete fra Enti locali di un territorio, rete fra Comune e famiglie, associazioni ed articolazioni sociali, con l’attitudine di chi desidera risolvere i problemi che incidono nella vita quotidiana dei cittadini guardando al futuro e promuovendo, appunto, il senso della comunità.
Un buon connubio tra innovazione e continuità: questo sarà lo stile del mio di governo, condiviso dalla mia coalizione.
Quello a cui puntiamo è una comunità viva e partecipe, protesa al futuro; sarà questa che consentirà a Portogruaro di affrontare con successo  le sfide che la attendono.”

INTERVISTA PER LA NUOVA VENEZIA

1- Che cosa l’ha spinta a candidarsi sindaco?
Sono stato sollecitato da più parti e da più ambienti della comunità a impegnarmi ancora per la nostra Città. Sono stato designato all’unanimità dal Partito Democratico di Portogruaro, una scelta su cui si è costruita una coalizione inclusiva, coesa e coerente. Peraltro l’impegno per il bene comune possibile è la cosa più bella che possa capitare ad una persona.
2- Con l’istituzione della Città Metropolitana quale dovrà essere il ruolo di Portogruaro?
Portogruaro dovrà riconfermare il proprio ruolo di Comune capoluogo del comprensorio ma dovrà anche sviluppare un confronto trasparente e concreto con S.Donà ed il suo comprensorio. I tempi nuovi che ci attendono, Città Metropolitana, riforma sanitaria e della scuola, rapporti con il Friuli Venezia Giulia, ripresa economica che prima o poi arriverà ed i temi quali il rischio idraulico o i servizi di area vasta (ad es. trasporti e rifiuti) impongono coesione nell’area e fra i comprensori di Portogruaro e S.Donà intorno all’idea di Veneto Orientale.
3- Come pensa di rilanciare l’economia locale e il problema del lavoro sul territorio?
Attraverso un insieme di interventi nell’ambito di un progetto d’area che coinvolga più enti locali per rendere accogliente il territorio per le imprese innovative: valorizzazione delle infrastrutture ed attivazione della banda larga; una comune politica fiscale e di sburocratizzazione; un maggior raccordo fra scuola e mondo dell’impresa per allineare le competenze dei giovani alle richieste del mercato; la valorizzazione della grande area dell’East Gate Park (ex Eni) ed infine la valorizzazione in chiave turistica del centro storico e del nostro territorio
4- E’ d’accordo con l’eventuale unione e fusione dei comuni limitrofi?
Certamente. La vedo come una soluzione al dilemma di oggi, ossia l’aumento dei bisogni accompagnato dalla riduzione delle risorse disponibili. Una strada è quella di abbandonare i campanilismi ed i localismi e di costruire nuove istituzioni e reti che rispondano ai bisogni di cittadini, in particolare i più fragili, di famiglie e di imprese, in modo efficace ed efficiente.
5- Capitolo ospedale unico. Quale sarà il futuro dell’ospedale di Portogruaro? Come evitare le fughe verso il vicino Friuli Venezia Giulia?
Esiste oggi l’ospedale di rete sui due Poli di S.Donà di Piave e di Portogruaro, che dovrà mantenere professionalità, specializzazione e tecnologie adeguate. È la nostra chiara indicazione programmatica alla Regione. Peraltro incontrando i cittadini ho colto come anche nella comunità non si consideri l’ospedale unico come una priorità e si consideri invece fondamentale il completamento della rete dei servizi territoriali sanitari per la continuità assistenziale e per la cronicità. Se poi la Regione insistesse sull’ospedale unico è razionale e logico pensare alla sua collocazione a ridosso del confine con la Regione Friuli, vicino anche al bacino turistico del Veneto Orientale, evitando le fughe verso le strutture sanitarie del Friuli stesso.

INTERVISTA PER IL GAZZETTINO

Non posso non partire dal chiederle il perché, secondo lei, diversi esponenti e simpatizzanti del Pd locale hanno preferito sostenere un altro candidato?
Non è un problema del Pd che è unito e coeso intorno alla mia persona. La loro è’ un’iniziativa rivolta al passato. Non a caso i protagonisti sono coloro che hanno contrastato Bertoncello e la sua Giunta, nonostante fossero in maggioranza. E’ un atto divisivo, che guarda al passato, generato da personalismi e che non ha futuro politico. Il Pd è con me e la mia coalizione occupa saldamente il campo del centrosinistra. Io guardo al futuro.
Più volte ha detto di essere preoccupato per la frammentazione che sta caratterizzando questa tornata elettorale. Perché?
I primi ad essere preoccupati sono i cittadini. Dieci candidati sindaci e ventiquattro liste ci dicono che siamo andati ben oltre al pluralismo politico, che è un valore e rafforza la democrazia; siamo davanti alla frammentazione che è sempre negativa perché divide la comunità, disorienta l’elettorato e crea le premesse per l’ingovernabilità. Portogruaro avrebbe  bisogno di coesione.

Lei si pone in un’ottica di continuità verso l’amministrazione uscente. C’è un aspetto sul quale vuole da subito dare un segnale di discontinuità?
In verità credo che i tempi nuovi che ci attendono richiedano occhi nuovi ed un attitudine all’innovazione; questa per me è una parola chiave. Ho sempre detto di guardare al futuro. L’amministrazione uscente ha ben governato; ripartiamo da qui. Ma ora dobbiamo rafforzare la rete; rete fra enti locali, rete fra Associazioni, rete fra territori per il Veneto Orientale.
Una delle proposte del suo programma è uno statuto della Città Metropolitana che deleghi le competenze del Veneto Orientale alla Conferenza dei Sindaci. Ma non crede che la Conferenza dei sindaci si sia dimostrata finora troppo debole e divisa?
Concordo. Ma i tempi nuovi che ci attendono, Città Metropolitana, riforma sanitaria e della scuola, rapporti con il Friuli Venezia Giulia, ripresa economica che prima o poi arriverà ed i temi quali il rischio idraulico o i servizi di area vasta (ad es. trasporti e rifiuti) impongono necessariamente coesione nell’area e fra i comprensori di Portogruaro e S.Donà intorno all’idea di Veneto Orientale.
Teatro Comunale. Ci sono le risorse per continuare l’attività o qualcosa andrà rivisto?
Il Teatro L. Russolo è ormai diventato patrimonio comune delle famiglie e delle Associazioni Portogruaresi, nel cuore di Piazza Marconi così ben riqualificata dalla attuale amministrazione. Bisogna partire da qui e confermare le soluzioni che garantiscano continuità e sostenibilità.
La prima cosa che farebbe da Sindaco
Andrei a trovare il Sindaco di S. Donà Cereser per cominciare a parlare di Veneto Orientale e di come entrare nella Città Metropolitana in modo autorevole, coeso e con peso politico; quindi andrei a trovare il Direttore Generale dell’ULSS 10 Bramezza chiedendogli di rafforzare i servizi socio-sanitari territoriali a supporto della condizione di fragilità delle persone.

AVETE PREMIATO LA COESIONE: ORA AFFRONTIAMO INSIEME L’ULTIMA PROVA

Carissimi elettrici e carissimi elettori,
desidero ringraziarvi per l’attenzione che avete posto sulla mia persona e sulle liste della coalizione di centrosinistra che mi sostiene.
Il consenso complessivo, nonostante la frammentazione che ha dovuto subire la comunità, si attesta intorno al 35%.
Un grande consenso, diffuso in tutta la comunità, che ci ha consentito di primeggiare in quasi tutti i seggi elettorali (23 su 27).

Continuiamo a pensare che Portogruaro abbia bisogno di coesione e di azioni comuni in vista dei tempi nuovi che ci attendono ed affrontare sfide quali la Città Metropolitana di Venezia, il rapporto con il Friuli Venezia Giulia, la riforma della sanità, la ripresa economica nel segno dell’innovazione, lo sviluppo del territorio, anche in chiave turistica, la tutela dell’ambiente e la sicurezza idraulica.
Queste sfide devono essere affrontate con visione politica, rigore e competenza da una coalizione semplice e coesa com’è quella di centrosinistra.
Ora andiamo verso il ballottaggio di domenica 14 giugno, per superare, con il vostro decisivo aiuto, l’ultima prova e per realizzare il nostro progetto.
Più avanti, insieme!

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SCUOLA: RISORSA FONDAMENTALE PER LA CRESCITA DELLA PERSONA, DELLA COMUNITÁ E DEL SUO CAPITALE SOCIALE

Durante il confronto fra candidati Sindaci (quelli presenti) del 22 maggio us., organizzato dalla rete degli Istituti Scolatici della Venezia Orientale sulle problematiche della scuola, ho preso ulteriormente coscienza dell’importanza del nostro polo scolastico di Portogruaro. Del resto la formazione è una vocazione plurisecolare della nostra Città.
Oltre alla scuola dell’obbligo abbiamo tre poli: il polo umanistico, il polo tecnologico ed il polo tecnico-commerciale che rappresentano delle realtà qualificate ad oggi completate dal polo universitario, frequentate da migliaia di studenti.
Portogruaro, capoluogo del Distretto, ha sempre avuto una vocazione culturale ed è sede dal 1704 del Seminario della diocesi di Concordia, che ebbe tra i propri docenti illustri personaggi come il librettista di Mozart, Lorenzo Da Ponte. Da 15 anni è presente anche a Portogruaro l’Università, con corsi di Infermieristica (Università di Padova), Scienze della formazione e Scienze dell’Educazione (Università di Trieste).
Gli alunni della scuola dell’obbligo sono circa 2400, gli studenti delle scuole superiori sonocirca 4.000 e provengono, oltre che da Portogruaro e dai comuni vicini, dalle Province di Pordenone, Udine, Treviso. Gli universitari iscritti sono oltre 1.000, e anch’essi provengono da una vasta area.
Operano pure in Città l’Istituto Superiore di Scienze Religiose, il Centro Studi Veneto J. Maritain, la Fondazione Musicale S. Cecilia, che continua ininterrottamente l’attività dell’Istituto Filarmonico fondato nel 1838. La scuola di musica conta oltre 400 allievi di varie classi strumentali.Il Comune e la provincia hanno investito sulla riqualificazione degli edifici. A partire dal 2010 fino ad ora sono stati complessivamente impegnati dal Comune 1.800.000 euro. Complessivamente sono stati 11 i plessi interessati su un totale di 16 edifici scolastici in tutto il territorio che possiedono praticamente tutti la certificazione antincendio dopo gli ultimi interventi del 2014. La stessa Provincia di Venezia è intervenuta. Si pensi soltamto all’intenvento globale sui due plessi dell’Ippolito Nievo, ora utilizzati dal polo umanistico.
Certo vi sono delle criticità per quanto riguarda gli spazi, specie per la scuola superiore, alcune aule magne e palestre in particolare, o per la “fuga” di alcuni studenti residenti verso S.Donà di Piave o il territorio del Friuli Venezia Giulia.
Su questo si dovrà, da una parte, dare progressivamente delle risposte in relazione alle risorse disponibili e, dall’altra, arricchire il piano di offerta formativa e le opportunità offerte agli studenti.
Ma un tema strategico, oggi,  è il fatto che la nostra città ed il nostro comprensorio porteranno in dote alla Città Metropolitana un sistema di offerta formativo qualificato da tutelare e da promuovere. Ancora una volta il tema critico è quello di entrare nella Città Metropolitana in modo autorevole e persuasivo attraverso un territorio, il Veneto Orientale, che deve ritrovare identità, iniziativa e capacità politica attraverso un accordo chiaro e trasparente fra i Comuni capoluogo, Portogruaro e S.Donà ed i loro comprensori, che generi un accordo di area che definisca la politica di sviluppo istituzionale, socio-economica, socio-sanitaria, formativa e culturale  dell’area e che sia sostenuto nll’ambito della Città Metropolitana. Il futuro Sindaco di Portogruaro a questo dovrà, prevalentemente, dedicarsi.
Il Comune dovrà farsi parte attiva affichè il sistema di offerta formativa rafforzi le sue relazioni con il mondo della cultura, della solidarietà e delle istituzioni della comunità, per generare negli studenti una cultura della prossimità, della legalità, della socialità e della prevenzione, per rafforzare la rete sociale e per arricchire il piano di offerta formativo. Grandi opportunità possono cogliersi anche dall’evoluzione della normativa vigente in materia di alternanza scuola lavoro per le scuole tenciche e di formazione professionale e questo per allineare le competenze sostenute dai processi formativi con le competenze richieste dall’impresa e dal mercato.
Infine crediamo che debba essere riqualifcato anche il Polo Universitario, implementando percorsi di formazione universitaria continua, attrverso “Master” Specialistici negli ambiti agroalimentare, vitivinicolo, dei servizi alla persona, del terziario avanzato ed infine del turismo.
Particolare attenzione dovrà avere il sistemi di trasporto che non potrà essere autoreferenziale ma che dovrà tenere necessariamnete conto dell’organizzazione formativa delle scuole del territorio e duanque delle esigenze degli studenti.
Queste sono le nostre linee di azione per rafforzare, per quanto di competenza, il formidabile polo di offerta formativo presente nella nostra Città e che abbiamo rappresentato – ancorchè in sintesi – durante il sopramenzionato incontro.

SCUOLA